Dott.ssa Mara Campaner - I NAIF DI GIANNI CIULLA

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Dott.ssa Mara Campaner

RECENSIONI
 
 
 
 

Gianni Ciulla sa conservare all’interno delle sue opere il fascino dell’infanzia. Oramai maturo, non respinge il piacere di viaggiare nel paese delle meraviglie, portando con sé i paesaggi siculi che ricordano le sue origini e i paesaggi friulani dove vive oggi. La sua visione è soggettiva, penetra oltre gli sguardi, scruta un’altra realtà: semplice, fiabesca, ma non tralascia la sua terra anche se trasmutata in maniera quasi irreale.
Le sue opere contraddicono l’idea che il fantastico sia il prodotto di una società estremamente colta e accesa da intense emozioni. In lui, come per Henri Rousseau, si assiste al fenomeno per cui l’arte e la creatività cessano di essere dominio esclusivo dell’Accademia, ma diventano materia della sfera spirituale ed emotiva dell’uomo.
Proprio l’uomo con i baffi e la coppola siciliana è il protagonista, tra i vari personaggi che dipinge, della campagna friulana e sicula. I suoi soggetti sono semplificati, elementari. Ci fa conoscere la sua mano fanciullesca; le immagini acquisiscono essenzialità dove si arriva a cogliere la logica iniziale delle cose. Gianni fa trasparire in modo chiaro il suo entusiasmo per l’arte primitiva. Le figure sono attente a dare un’immagine liscia e composta di sicurezza, anche se il pittore cerca di farle dialogare tra loro.
I personaggi e i paesaggi sono composti con poca o nulla profondità, attraverso il colore che distribuisce in toni e contro toni creando delle forme nette, antinaturalistiche, ma allo stesso tempo semplici e immediate. In Gianni Ciulla è chiara una forte potenzialità coloristica, tale da rendere accattivante la narrazione quasi a farlo appartenere ai maestri dell’antichità. In lui è chiaro il ritorno alla tradizione: la interroga, la studia, la sperimenta su supporti pittorici diversi (possiamo pensare, ad esempio, alle tavolozze, ai cristalli, al cartone telato) per esprimere i suoi punti di vista mutati degli artisti del passato ed esplorando nuovi territori.
La trama del dipinto è data da forme disposte con cura, che interagiscono tra loro e dalle quali scaturisce quell’effetto di un modo inverosimile, ma con una sua razionalità, di un universo dalla magia inverosimile.
L’arte di Ciulla ha la particolare capacità di far leva sulla sfera delle emozioni, sia quelle del pittore che quelle dello spettatore, in quanto nei suoi quadri, attraverso la metafora, trovano espressione le proiezioni inconsce, le rimozioni, i desideri e le aspirazioni. Proprio lo spettatore viene stimolato con sensazioni positive e piacevoli veicolate dalla bellezza del quadro, un processo di comprensione dell’evento, di interpretazione e apprendimento.


Mara Campaner



 
 
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